AUA Certificazioni

Architectis

Progettazione  Engineering  Servizi alle Imprese

Procedure certificative

......."comprovante l’esecuzione a perfetta regola d’arte (tenuta) della posa delle tubazioni, delle vasche e degli impianti di depurazione installati, tali da garantire la protezione del patrimonio idrico sotterraneo, ai sensi della D.G.R. 10/04/2003  n.7/12693 - All. 1 punto 3 [DGR]"


Come richiesto specificatamente nel modello di richiesta ATO, bisogna produrre al punto n°9 ” Documentazione comprovante le avvenute verifiche di collaudo/tenuta, ovvero documentazione a firma della Direzione Lavori comprovante l’esecuzione a perfetta regola d’arte (tenuta) della posa delle tubazioni, delle vasche e degli impianti di depurazione installati, tali da garantire la protezione del patrimonio idrico sotterraneo, ai sensi della D.G.R. 10/04/2003  n.7/12693 - All. 1 punto 3”


Visto la norma richiamata, a seguito di collaborazioni con fornitori di prodotti chimici per l’edilizia, per rispondere adeguatamente a tale richiesta: propongo questa procedura certificativa dove, essenzialmente  individuo tre attori, divisi per ruolo, che in maniera sinergica possano fornire un’adeguata risposta alle esigenze poste dal DGR sopra citato:


  • L’industria (Produttore-fornitore), che fornisce documentazione certificante (Certificazione prestazionale per i prodotti singoli, anche tramite prove di laboratorio) a supporto dei prodotti forniti. Tra cui (A.5) Protocollo Azienda (A.6) Certificazioni/Prove
  • Il Progettista (DL), che “armonizza” i vari “protocolli” dei fornitori all’interno di un progetto. Certificando (DL) il successivo corretto montaggio degli installatori (B.1), fornendo tutti gli strumenti necessari all’ installatore per una corretta installazione, tra cui (A.2) Tavola grafica sinottica del protocollo (A.3) Cronoprogramma (A.4) Capitolato di intervento
  • Gli installatori (Aziende), che devono seguire in maniera diligente le indicazioni della DL e rilasciare dichiarazione di posa d’opera su ogni singolo materiale installato (A.1), allega altresì la documentazione a supporto della fornitura (A.7)


Nuove installazioni

(compreso nuova installazione di: depuratori - bio-ossidanti - filtri - pozzetti – reti ecc.) si certificheranno a “gruppi di sistemi”. o come sottosistema ( es. i cunicoli per tubazioni  sono sottosistemi ma comunque devono essere certificati).


  • Il progettista (Direzione Lavori - DL) fornisce un progetto di rete complessivo generale ai sensi del DGR – da autorizzare successivamente dalle autorità (ATO Ecc.)  - (sarebbe interessante richiedere autorizzazione preventiva del progetto alla ATO (e a cascata all’ARPA)- e successivamente all’ approvazione ed installazione- presentazione di modello “collaudo” e “DIA” a firma della DL-proprietà con allegate tutte le certificazioni .
  • In tale progetto sono elencati tutti i protocolli di montaggio dei singoli elementi forniti dai vari fornitori che garantiscano le specifiche richieste dal DGR. Chiaramente i protocolli vengono, se necessita,  armonizzati fra loro dalla DL.
  • I protocolli devono essere sopperiti da certificazioni o di sistema (per esempio per un sistema depuratore si avrà la certificazione prestazionale del  sistema nel suo complesso già dal produttore) o prestazionali su protocolli  (esempio) di  impermeabilizzazioni di prodotti cementizi - che devono per la maggior parte rispondere alla EN 1504 –n°
  •   Per cui in un nuovo impianto, di fatto, si certificano singolarmente le “parti-sistema” dell’intervento mediante l’applicazione di vari protocolli. L’installatore dichiarerà di aver seguito i vari protocolli forniti dalla DL . In tale “dichiarazione di corretta posa in opera (A.1)” l’installatore certifica di aver seguito i protocolli di “montaggio” di elementi “singoli” come richiesto dalla DL (che segue le indicazioni dei produttori). In allegato fornirà una serie di documentazione a supporto della dichiarazione.


Esistenti ma da “Certificare”

Per l’esistente da certificare è uguale come sopra, se si interviene con “protocolli” di adeguamento al DGL si considera come “nuovo”, per cui tutti si segue la stessa linea (e relativi certificati).


http://certificazione-uni-en-858.it/



Descrizione Documentazione e sui allegati

Tipo documentazione

A.1

Certificazione Installatore

Mod.A POSA IN OPERA

A.2

Tavola con individuazione dell'intervento

Tavola sinottica intervento

A.3

Cronoprogramma (Gantt)

A firma della Direzione Lavori/Proggettista

A.4

Capitolato dell'intervento

A firma della Direzione Lavori/Proggettista

A.5

Protocollo di Impermeabilizzazione-tenuta

Protocollo MAPEI ATE/160/2014

A.6

Certificazione delle prestazioni (EN 1504-n°)

Dichiarazione Produttore (MAPEI)

A.7

Certificazione Fornitura

Bolla consegna dei materiali

B1

Certificazione Professionista (DL)

Mod.B CERT.TENUTA

Per i “Rinnovi”


Mi 02 Luglio 2015

  • (Versione Beta) Bisogna intanto stabilire la durata dei “protocolli” certificativi dei manufatti esistenti (non ancora del tutto chiarito con le aziende con cui sono in contatto) e come “ripristinare” le condizioni prestazionali di precedenti “protocolli” utilizzati.


  • Direi che una certificazione che “nulla è mutato” da parte della proprietà allegato ad una certificazione Professionale “Collaudo dell’esistente” che stabilisce lo stato conservativo dei vari protocolli con richiamo alle prestazioni materiche.


  • Se necessitano interventi “upgrade” per ripristinare le condizioni prestazionali richieste dal DGR sarà solo a seguito di specifici protocolli di upgrade  forniti dai produttori. In questo caso si ricade come se fosse “nuovo” e la documentazione è identica alla sopra elencata. Per esempio, per un pozzetto in latero cemento, si certificherà solo il manto a contatto con gli scarichi che si riapplicherà a scadenze prestabilite specificatamente ai protocolli temporali dei produttori.


A0 Check List  Documentazione Relativa alla Certificazione (PDF)


http://certificazione-uni-en-858.it/